© Vanni Borghi All rights reserved

  • Black Instagram Icon


Il primo contatto che ho avuto con una macchina fotografica è stato negli anni ’70, nel mio paese succedeva una cosa speciale, arrivavano le frecce tricolori con il loro spettacolo acrobatico, e io impazzivo per gli aerei, tanto da voler fare il pilota da grande, come probabilmente il 70 % dei bambini in quegli anni, quella mattina prima di andare a vedere l’esibizione, mio padre mi consegnò e ancora mi chiedo da dove fosse saltata fuori, una koroll Bencini         e mi disse semplicemente "fai qualche foto”
Se penso ancora a quel giorno mi vedo a bordo pista sul prato con la testa all’insù a cercare nel mirino a telemetro di inquadrare gli aerei, impresa alquanto ardua, senza nessuna cognizione tecnica,  per fortuna Kodak  sui rullini metteva le tre esposizione base che quel giorno furono la mia bibbia, e grazie alla enorme latitudine di posa delle pellicole in bianco e nero di allora, effettivamente riuscii a fare alcune foto che ancora conservo, tutto cielo e qualche puntino nero non ben identificato…..
Il secondo momento in cui la fotografia o per meglio dire la luce è entrata nella mia vita, e "entrata" è proprio la parola giusta, mi trovavo in vacanza a Zocca, sull’Appennino modenese in una vecchia casa di campagna, ero in camera nel primo pomeriggio con gli scuri  delle finestre chiusi, ma da un piccolo foro nel legno, fatto probabilmente da un picchio, passava un fascio luminoso che proiettava sul letto una immagine dell’esterno ribaltata, ecco una casuale camera obscura         che molto tempo scoprii essere la precorritrice dell'invenzione della fotografia.
Devo dire che questa semplice magia mi girò per la testa per diversi anni fino a quando non mi decisi a comprare la mia prima reflex          con la quale cominciai a fare piccoli progetti fotografici sul paesaggio fino a spingengermi poi a cercare un lavoro inerente a quella che era diventata la mia passione più vera.
Agli inizi degli anni novanta cominciai a lavorare presso un importante studio fotografico del mio paese occupandomi principalmente di ritrattattistica sia in studio che di cerimonia, ma la mia sete di conoscenza mi spingeva verso quella che ritenevo la fotografia con la effe maiuscola, la Fotografia Pubblicitaria.
Cosi’ dopo dieci anni di ritratti, cominciai la mia collaborazione con un altro studio che si occupava di fotografia industriale, quindi banco ottico        , prima con le lastre, poi con il dorso digitale, luci e tutto quello che ne consegue, un concetto completamente diverso, ricostruire la realtà attraverso la finzione.
Questa esperienza durata sedici anni mi ha portato ad un livello di competenze tecniche molto alto, che integrate e mixate con le precedenti, ha creato il fotografo che sono oggi, un libero professionista capace di interpretare le esigenze di clienti anche molto diversi tra loro, ma accumunati dall'esigenza di essere rappresentati con un nuovo punto di vista.
Ultimamente grazie anche all’incessante sviluppo delle tecnologie digitali che hanno portato le reflex di oggi          ad essere delle ottime videocamere, produco anche filmati per le aziende e documentari crossmediali, sempre mettendo la capacità tecnica al servizio della creatività.